Cass. pen., Sez. III, 03 settembre 2019, n. 36945 (est. Macrì)

Massima:

Instaurato il giudizio direttissimo sulla base di un arresto in flagranza regolarmente convalidato, il successivo provvedimento del giudice che, rilevato d’ufficio un vizio nell’udienza di convalida, disponga la restituzione degli atti al PM, deve considerarsi abnorme. 

Ricognizione:

Con la sentenza in epigrafe la Suprema Corte di Cassazione affronta la questione inerente ai poteri del giudice, nel giudizio direttissimo, in presenza di un vizio nell’udienza di convalida.

L’occasione è offerta da una sentenza della Corte di Appello di Salerno con la quale l’imputato, tratto in giudizio con rito direttissimo a seguito di arresto in flagranza, regolarmente convalidato dal giudice per le indagini preliminari, era stato condannato per il reato previsto e punito dall’art. 73 d.P.R. 309/1990.

Ricorreva, avverso la suddetta decisione della Corte territoriale, l’imputato a mezzo del suo difensore, proponendo ricorso per cassazione e lamentando, anzitutto un vizio processuale afferente alla fase dell’udienza di convalida.

In particolare, secondo il ricorrente, il difensore di fiducia, regolarmente nominato all’atto dell’arresto in flagranza, e riconfermato in sede di udienza di convalida, di questa non aveva ricevuto notifica ed era stata ugualmente celebrata alla presenza di un difensore nominato d’ufficio.

Sicché, ritenendo che l’avviso di cui all’art. 558, comma 1, c.p.p. sia diverso da quello di cui all’art.

386 c.p.p., ne consegue che, in mancanza del primo, il giudizio è affetto da nullità assoluta.

Il ricorrente, dunque, evidenzia che avendo eccepito tempestivamente la nullità, sia al momento della celebrazione del giudizio con rito direttissimo, che con l’atto d’appello, l’intero giudizio di primo grado doveva considerarsi viziato, per violazione del diritto di difesa.

Sul punto, la Corte di Cassazione non condivide l’interpretazione offerta dalla prospettazione difensiva nella misura in cui ravvisa, nell’eventuale provvedimento del giudice con il quale rimette gli atti al pm, un profilo di abnormità.

Più in particolare, il giudice di legittimità chiarisce che non essendo stata sollevata nessuna eccezione all’atto dell’udienza di convalida ma, per la prima volta, in apertura del giudizio direttissimo, con la richiesta di restituzione degli atti al pm, il giudizio stesso doveva ritenersi correttamente instaurato a seguito di regolare convalida dell’arresto in flagranza.

Conseguentemente, l’eventuale provvedimento del giudice, che avesse disposto la restituzione degli atti al pm, sarebbe stato un atto abnorme.

Al riguarda, la Nomofilachia, non negando i precedenti arresti giurisprudenziali in materia, ritiene di dover confermare il principio di diritto per cui, una volta instaurato il giudizio direttissimo sulla base di un arresto in flagranza regolarmente convalidato, è abnorme il successivo provvedimento del giudice che, rilevato di ufficio un vizio nell’udienza di convalida (nella specie, omesso avviso al difensore di fiducia), disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero perché proceda con le forme ordinarie (Cass., Sez. 6, n. 6245 del 19/01/2012, Huseni, Rv. 252422).

In altri termini, una volta convalidato, l’arresto non può essere messo in discussione nelle successive fasi processuali, perché non può essere il giudice del dibattimento o dell’impugnazione a conoscere della legittimità o meno dell’arresto.

E ciò in quanto, la mancata impugnazione dell’ordinanza di convalida preclude la rilevabilità del vizio relativo alla costituzione delle parti ed alla invalidità derivata degli atti in essa compiuti.

La fase della convalida dell’arresto è del tutto autonoma dalle fasi successive, con la conseguenza che un’eventuale nullità verificata in quella sede non si riverbera sul successivo giudizio da celebrarsi con rito direttissimo.

La Nomofilachia, infine, evidenzia che non contraddice tale impostazione quell’arresto pretorio secondo cui integra una nullità assoluta insanabile l’omesso avviso al difensore di fiducia per l’udienza di convalida ed il successivo giudizio direttissimo allorquando l’omesso avviso abbia riguardato entrambe le fasi del procedimento e non abbia esaurito i suoi effetti nella sola udienza di convalida (Cass. pen., Sez. 3, n. 46714 del 03/12/2012, Ermonsele, Rv. 253873).

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