Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 10 gennaio – 24 maggio 2019, n. 14169 (Est. Cirillo)

Massima:

Non sussiste la responsabilità professionale del notaio per omesse verifiche ipotecarie e catastali sui beni immobili acquistati quando l’esonero dall’onere di compiere dette visure è oggetto di apposita previsione del contratto di compravendita.

Ricognizione:

Il Tribunale di Roma rigettava la domanda dell’attrice vertente sul risarcimento dei danni chiesto al notaio, per aver versato, a seguito della compravendita di porzioni immobiliari, una somma pari a 330mila euro al fine di liberare gli immobili dalla relativa ipoteca giudiziale, di cui ella non era a conoscenza.

A seguito di impugnazione, la Corte d’Appello di Roma confermava le ragioni del Tribunale, il quale rilevava che le parti avevano esonerato il notaio dalle verifiche ipotecarie e catastali per mezzo di un’apposita previsione contenuta nel contratto di compravendita.

A questo punto, l’attrice propone ricorso per cassazione, lamentando l’errata valutazione circa i presupposti legittimanti la responsabilità professionale del notaio, nonché l’illegittimità del suo esonero dall’onere di provare il corretto adempimento del suo mandato.

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, ritenendo il motivo della ricorrente privo di fondamento.

Nell’affermare ciò, richiama una precedente sentenza, la n. 14865/2013, con cui ha stabilito che «il notaio incorre in responsabilità professionale qualora non adempia correttamente la propria prestazione; tale dovuta diligenza non si espleta solo nella redazione dell’atto richiesto dalle parti, ma comprende anche le c.d. attività preparatorie (tra cui il compimento delle visure catastali e ipotecarie); tale responsabilità è però da escludere qualora tutte le parti che procedono alla stipula lo abbiano espressamente esonerato da tali attività».

Nel caso concerto, l’espresso esonero del notaio dall’onere di compiere le dovute visure ipotecarie e catastali risultava oggetto di apposito accertamento effettuato in sede di giudizio di merito, senza risultare, inoltre, dimostrato che il notaio fosse a conoscenza dell’esistenza di ipoteche sugli immobili acquistati.

Dunque, la Suprema Corte rigetta il ricorso.

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