Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 27 febbraio – 21 maggio 2019, n. 13686 (Est. Dongiacomo)

Massima:

Nel contratto per persona da nominare, la dichiarazione di nomina e l’accettazione del terzo debbono rivestire la stessa forma del contratto, sicché è sufficiente che all’altro contraente pervenga una comunicazione scritta indicante la chiara volontà di designazione del terzo e può essere fatta anche dal terzo nominato, in ogni caso, può essere contenuta nell’atto di citazione che il terzo abbia notificato all’altro contraente per l’esecuzione del contratto (azione ex art. 2932 c.c.).

Ricognizione:

Promittente venditore e promittente acquirente stipulavano contratto preliminare. Il promittente acquirente si impegnava ad acquistare, entro un certo termine, direttamente o tramite persona da nominare. Il terzo nominato, conveniva in giudizio il promittente venditore affinché, ex art. 2932 c.c., fosse obbligato a stipulare il contratto.

Il Tribunale ha rigettato la domanda, spiegando che il terzo nominato è estraneo al contratto e la sua nomina non trasferisce, in suo favore, la legittimazione ad agire ex art. 2932 c.c.

La Corte d’Appello ha confermato l’assenza di legittimazione del terzo nominato e confermato la sentenza di primo grado precisando che l’electio amici non era stata comunicata se non successivamente all’avvio del giudizio, circostanza che qualificava l’estraneità del terzo nominato rispetto al contratto preliminare, atteso che il promittente venditore non aveva conoscenza della nomina ex art. 1402 c.c..

Nel contratto per persona da nominare, l’electio amici comporta il subentro del terzo nel contratto. Il soggetto nominato subentra al promissario acquirente con effetto retroattivo, prende il posto del contraente originario (lo stipulante), acquista i diritti ed assume gli obblighi correlativi nei rapporti con l’altro contraente (promittente) determinando, inoltre, la contemporanea fuoriuscita dal contratto dello stipulante, con effetto retroattivo, per cui il terzo si considera fin dall’origine unica parte contraente contrapposta al promittente e a questa legata dal rapporto costituito dall’originario stipulante – Cass. n. 4169/2015.

La dichiarazione di nomina deve essere comunicata all’altra parte nel termine di tre giorni dalla stipula del contratto se le parti non hanno stabilito un termine diverso. La dichiarazione non ha effetto se non è accompagnata dall’accettazione della persona nominata o se non esiste una procura anteriore al contratto – art. 1402 c.c. Nel caso di specie, non avendo le parti stipulato il definitivo, la nomina doveva necessariamente essere precedente oppure

Nel contratto per persona da nominare la dichiarazione di nomina e l’accettazione del terzo devono rivestire la stessa forma del contratto, ma ciò non va inteso nel senso che debbano necessariamente essere consacrate in una formale dichiarazione diretta all’altro contraente, essendo sufficiente che a costui pervenga una comunicazione scritta indicante la chiara volontà di designazione del terzo, in capo al quale deve concludersi il contratto, e la sua accettazione – Cass. 21254/2006. Sarà sufficiente che all’altro contraente pervenga una comunicazione scritta indicante la chiara volontà di designazione del terzo e l’accettazione di quest’ultimo, che può risultare anche dall’atto introduttivo del giudizio promosso dal terzo nei confronti dell’altro contraente, senza rilevi l’eventuale non contemporaneità o la ricezione in tempi diversi della nomina del terzo e della relativa accettazione – Cass. n. 18490/2014.

E può essere contenuta anche nell’atto di citazione notificato dal terzo nominato in favore del promissario venditore. Lo stesso principio può applicarsi anche alla dichiarazione di accettazione. La S.C. ha accolto il ricorso ed affermato il seguente principio di diritto: nel contratto per persona da nominare, la comunicazione all’altro contraente della dichiarazione di nomina può essere fatta anche dal terzo nominato, ed, in ogni caso, può essere contenuta nell’atto di citazione che il terzo abbia notificato all’altro contraente per l’esecuzione del contratto.

Con queste argomentazioni la sentenza è stata cassata con rinvio ad altra corte territoriale.

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