Cass. Civ., Sez. II, ordinanza, 7 marzo 2019, n. 6685 (Est. Federico)

 

Massima

Il contratto preliminare di compravendita di un immobile abusivo non è soggetto alla sanzione della nullità di cui all’art. 40 l. n. 47/1985.

 

Ricognizione

I giudici della Seconda Sezione civile della Suprema Corte, con l’ordinanza n. 6685/19, depositata il 7 marzo 2019, conformandosi all’orientamento giurisprudenziale di legittimità maggioritario, (da ultimo, Cass. 11659/18), precisano che la sanzione della nullità, prevista dall’art. 40 l. n. 47/1985, con riferimento a vicende negoziali relative ad immobili privi della necessaria concessione edificatoria, trova applicazione nei soli contratti con effetti traslativi e non anche con riguardo ai contratti con efficacia obbligatoria, quale il preliminare di vendita, come si desume dal tenore letterale della norma, nonché dalla circostanza che successivamente al contratto preliminare può intervenire la concessione in sanatoria degli abusi edilizi commessi o essere prodotta la dichiarazione prevista dalla stessa norma, ove si tratti di immobili costruiti anteriormente al 1 settembre 1967, con la conseguenza che in queste ipotesi rimane esclusa la sanzione di nullità per il successivo contratto definitivo di vendita, ovvero si può far luogo alla pronunzia di sentenza, ex art. 2932 c.c..

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