Cass., Sez. Un., 23 novembre 2018, n. 30418 (est. Cirillo)

 

Massima:

 

La giurisdizione appartiene al giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto un finanziamento pubblico per la realizzazione di un programma industriale, qualora la sua misura non sia stata ancora determinata dalla p.a. al momento del giudizio.

 

Ricognizione:

La Corte di Cassazione ripercorre i principi elaborati circa la situazione giuridica soggettiva individuabile in capo a colui che aspiri a finanziamenti o sovvenzioni da parte della pubblica amministrazione.

Ogniqualvolta la norma di previsione affidi alla p.a. il discrezionale apprezzamento circa l’erogazione del contributo, l’aspirante è titolare di un interesse legittimo, che conserva identica natura durante tutta la fase procedimentale che precede il provvedimento di attribuzione del beneficio ed è tutelabile davanti al giudice amministrativo. L’emanazione di siffatto provvedimento determina, poi, l’insorgenza di un diritto soggettivo alla concreta erogazione, tutelabile davanti al giudice ordinario, se al provvedimento stesso non sia stata data concreta attuazione, per mero comportamento omissivo, oppure perché l’amministrazione intenda far valere la decadenza del beneficiario dal contributo, in relazione alla mancata osservanza, da parte del medesimo, di obblighi al cui adempimento la legge o il provvedimento condizionano l’erogazione suddetta o la sua permanenza.

Nel contempo, la situazione giuridica soggettiva del destinatario della sovvenzione torna ad essere di interesse legittimo se la mancata erogazione del finanziamento, pur oggetto di specifico provvedimento di attribuzione, dipenda dall’esercizio di poteri di autotutela dell’amministrazione.

La controversia analizzata nel caso di specie ha ad oggetto un finanziamento per la realizzazione di un programma industriale, la cui misura non è stata ancora determinata dalla PA al momento del giudizio.

Sicché la vertenza appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto non riguarda una sovvenzione riconosciuta direttamente dalla legge, sulla base di elementi puntualmente indicati, ma una sovvenzione la cui quantificazione rimane subordinata all’emanazione di un provvedimento regionale concessorio, espressione del potere discrezionale della p.a., dinanzi al quale il privato risulta titolare di una posizione di interesse legittimo. E ciò anche in quanto deve ancora effettuarsi una verifica endoprocedimentale di fattibilità dell’iniziativa che implica l’esercizio di una attività amministrativa di natura valutativa, certamente non priva di discrezionalità, accompagnata dalla quantificazione riduttiva del contributo in caso di concorso eccedentario di domande.

Il che attrae nell’orbita della giurisdizione amministrativa anche la subordinata domanda di risarcimento del danno prospettata come derivante, in rapporto di causalità diretta, con l’illegittimo e/o il mancato esercizio del potere pubblico regionale.

 

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