Cass. Civ., Sez. VI, Ord. 7 settembre 2018, n. 21875 (Est. Falabella)

Con ordinanza n. 21875 la Suprema Corte di Cassazione ribadisce un principio giurisprudenziale ormai consolidato, nella giurisprudenza di legittimità, in materia di interessi anatocistici.

Com’è noto, a partire dalla nota sentenza della Cassazione riunita, n. 24418/2010, è stato affrontato il profilo enigmatico inerente le conseguenze della declaratorio di nullità della clausola anotocistica in contrasto con il divieto espresso dall’art. 1283 c.c.

Ci si è domandati, cioè, se la clausola anoticistica di capitalizzazione trimestrale, dichiarata nulla per contrasto con l’art. 1283 c.c., potesse essere sostituita con quella diversa, pattuita nello schema negoziale, che prevede la capitalizzazione annuale degli interessi maturati a credito del correntista.

In quell’occasione i giudici di legittimità affermarono il principio di diritto per il quale dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dal più volte richiamato art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche ad una eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna.

A tale conclusione i supremi giudici pervengono evidenziando, in primis, come la clausola di capitalizzazione annuale concerne gli interessi a credito e non a debito del correntista, di conseguenza difetterebbe proprio la base negoziale di una clausola siffatta.

In secundis, la stessa impossibilità di ravvisare usi normativi, ex art. 1283, comma 1, c.c. in relazione alla capitalizzazione trimestrale – questione ampiamente affrontata in giurisprudenza relativamente al valore esclusivamente negoziale delle cosiddette Norme Uniformi Bancarie del 1951 che prevedevano l’uso negoziale e non normativo della capitalizzazione trimestrale, perciò inidoneo a derogare alla norma imperativa ex art. 1283 comma 1 c.c. – si acuisce in riferimento alla cosiddetta capitalizzazione annuale degli interessi anatocistici, la cui pratica non si rinviene nemmeno nella realtà storica dell’ultimo cinquantennio e cioè a partire da quelle NUB del 1951 che prevedevano esclusivamente l’uso (negoziale) della capitalizzazione trimestrale.

Chiaramente, la Nomofilachia ebbe a specificare, nell’arresto del 2010, che l’operatività di tale principio era riferita ai contratti di conto corrente bancario antecedenti alla delibera del CICR del 2000.

Il medesimo orientamento è ora ribadito nell’ordinanza in commento, nella quale i giudici di legittimità hanno riaffermato il principio di diritto per il quale una volta dichiarata la nullità della previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche ad un’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista devono essere calcolati senza operare alcuna capitalizzazione.

© 2017 Spia al Diritto Designed by AD Web Designer

logo-footer