Cass. civ., Sez. lav., 30 maggio 2018, n. 13678, (est. Leone)

 

Ricognizione:

Con sentenza n. 269/2017, la Corte costituzionale, in un obiter dictum, ha enunciato il principio per il quale, nell’ipotesi in cui una norma interna si ponga contemporaneamente in contrasto con una norma comunitaria direttamente applicabile e con la Costituzione italiana deve sempre essere sollevata questione di legittimità costituzionale, dando così priorità al proprio giudizio.

La Corte di Cassazione è intervenuta sul punto evidenziando che la Corte costituzionale ha espresso il detto principio in un obiter dictum e che comunque tale pronuncia non ha precluso al giudice a quo la possibilità, nell’ipotesi in cui una legge italiana ponga dubbi di compatibilità sia con la Carta di Nizza che con la Costituzione italiana, di disporre rinvio pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 del TFUE.

Infatti, in tali ipotesi, il dialogo diretto con la Corte di Giustizia risulta essere lo strumento più diretto ed efficace per accertare la compatibilità del diritto interno con le disposizioni dell’Unione ed i principi posti a tutela dei diritti fondamentali, stante la chiara prevalenza degli aspetti concernenti il contestato rispetto del diritto dell’Unione sui profili nazionali.

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