Cass. pen., Sez. II, 22 giugno 2018, n. 29010 (est. De Crescienzo)

 

Massima:

 

La “clausola penale” per la sua funzione (desumibile dal dettato degli artt. 1382 – 1386 c.c.) ex se, non può essere considerata come parte di quel “corrispettivo” che previsto dall’art. 644 cod. pen., può assumere carattere di illiceità, perché sul piano giuridico l’obbligazione nascente dalla clausola penale non si pone come corrispettivo diretto dell’obbligazione principale, ma è l’effetto susseguente ad una diversa causa che è l’inadempimento.

 

Ricognizione:

La Suprema Corte osserva che l’art. 644 c.p. sanziona la ricezione (anche sotto la sola forma della promessa) di “interessi usurari” quale corrispettivo di una prestazione di denaro o altra utilità; il reato si consuma non solo con la promessa o la dazione di interessi, ma anche se oggetto della pattuizione sono comunque vantaggi usurari, ossia illegittimi profitti di qualsivoglia natura che l’accipiens riceve e che, per il valore raffrontato alla controprestazione, assumono carattere di usura, cioè di interesse eccedente la norma. Tali vantaggi usurari devono quindi porsi in diretto collegamento con la prestazione effettuata dall’accipiens: l’uso del termine “corrispettivo” rende evidente come il pagamento (usurario) debba trovare causa e relazione diretta con quanto dato dal soggetto attivo.

Da quanto sopra deriva che la clausola penale, non potendo, per la sua funzione, essere ritenuta legata da vincolo di corrispettività alla prestazione erogata dalla controparte, ma costituendo, piuttosto, l’effetto di un inadempimento, non può mai essere considerata parte di un corrispettivo usurario; in altre parole, la dazione della stessa non può mai considerarsi prestazione legata da vincolo di corrispettività ad una prestazione erogata dal ricevente che, al contrario, ottiene la stessa perché ha subito un inadempimento; quindi, giammai può integrare i presupposti applicativi dell’art. 644 c.p.

Tale principio vale, ovviamente, nella misura in cui le parti, con la clausola penale non abbiano dissimulato il pagamento di un corrispettivo (usurario) attraverso un simulato o preordinato inadempimento.

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