Tar Lazio, Sez. IIquater, 3 aprile 2018, n. 3676 (est. Arzillo)

 

Ricognizione:

In linea di principio, per le concessioni di pubblico servizio la legge prescrive la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo anche con riferimento alla fase dell’esecuzione del contratto, con l’unica esclusione delle controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi (art. 133, comma 1, lett. c), cod. proc. amm.), per le quali si radica la giurisdizione del GO.

Tuttavia, occorre effettuare delle precisazioni con riferimento all’ipotesi della concessione avente ad oggetto sia la realizzazione di opere sia la gestione delle medesime una volta ultimate. In questo caso, per stabilire se si sia in presenza di concessione di pubblici servizi (con giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo) ovvero di concessione di costruzione e gestione di opera pubblica (rispetto alla quale, con riguardo alla fase esecutiva del contratto, la giurisdizione è del giudice ordinario, venendo in considerazione posizioni paritetiche e non trattandosi di materia rimessa alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo) assume rilevanza la considerazione degli importi in gioco nell’insieme della pattuizione negoziale di cui trattasi.

Diventa determinante effettuare una comparazione tra le prestazioni che vengono poste a carico del concessionario: la giurisdizione spetterà quindi al giudice ordinario se risulti preminente, e tale da identificare il vero oggetto del contratto in relazione all’interesse concretamente perseguito dalle parti, la realizzazione delle opere rispetto alla gestione degli impianti; invero, in tal caso la gestione costituisce soltanto il mezzo per conseguire dal lato dell’impresa, la remunerazione necessaria, restando al contempo soddisfatto l’interesse dell’amministrazione al funzionamento del servizio ed alla erogazione dello stesso ai cittadini

La giurisdizione spetterà invece al giudice amministrativo se, al contrario, risulti preminente la gestione delle opere rispetto alla loro realizzazione, venendo in questo caso in rilievo l’essenza stessa della concessione di pubblico servizio e, con essa, la giurisdizione esclusiva indicata dall’art. 133, comma 1, lett. c), C.p.a.

 

 

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