Cass. civ., Sez. Un., 2 febbraio 2018, n. 2584 (est. Bianchini)

 

Ricognizione:

Il contenuto e i limiti della giurisdizione della Corte dei Conti in tema di responsabilità sono stati in origine delineati nel R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 che, all’art 13, statuiva che la Corte giudica sulla responsabilità per danni arrecati all’Erario da pubblici funzionari nell’esercizio delle loro funzioni; successivamente tale previsione è stata ampliata dalla L. 14 gennaio 1994, n. 20 che con l’art. 1, comma 4, ha statuito che il giudizio della Corte dei Conti è esteso alla responsabilità di amministratori e dipendenti pubblici anche per danni cagionati ad amministrazioni o enti pubblici diversi da quelli di appartenenza.

A seguito di tale modifica, sempre più spesso si è assistito all’affidamento a soggetti privati della realizzazione di finalità una volta ritenute di pertinenza esclusiva degli organi pubblici: ciò ha influenzato l’approccio interpretativo delle Sezioni Unite che, per evitare il rischio di un sostanziale svuotamento della giurisdizione della Corte dei conti in punto di responsabilità, hanno privilegiato un approccio sostanzialistico, sostituendo ad un criterio eminentemente soggettivo, che identificava l’elemento fondante della giurisdizione contabile nella condizione giuridica pubblica dell’agente, uno oggettivo, facente leva sulla natura pubblica delle funzioni espletate e delle risorse finanziarie a tal fine adoperate.

In tale ottica, è stato ricompreso nella giurisdizione contabile anche l’accertamento della responsabilità erariale conseguente all’illecito o indebito utilizzo, da parte di una società privata, di finanziamenti pubblici, o per la responsabilità in cui può incorrere il concessionario privato di un pubblico servizio o di un’opera pubblica, quando la concessione investa il privato dell’esercizio di funzioni obiettivamente pubbliche, attribuendogli la qualifica di organo indiretto dell’amministrazione.

Venendo alla fattispecie in esame è indubbio che la Fondazione Festival Pucciniano abbia natura di persona giuridica privata: essa ha, dunque, un proprio patrimonio, nel quale sono confluite anche risorse pubbliche, ma che ha assunto una propria autonomia. In particolare, il pregiudizio economico che la Corte contabile imputa alla censurata gestione del ricorrente ridondava sul patrimonio della Fondazione Festival Pucciniano e non già su quello del Comune che originariamente l’aveva creata, così facendo venir meno il principale criterio di collegamento tra la responsabilità ed il soggetto su cui incideva il pregiudizio patrimoniale.

A fronte di ciò appare superata la necessità della verifica della necessaria compresenza dei tre presupposti od indici sintomatici dell’in house providing, come individuati dalla elaborazione giurisprudenziale (Cass. civ., Sez. Un., n. 26643/2016).

Si aggiunga, in termini più generali, che la figura dell’affidamento in house trova la sua precipua collocazione nell’ambito di attività economiche da svolgersi con criteri imprenditoriali; situazione questa che va del tutto esclusa, in ragione della statutaria previsione della fondazione, di non perseguire fini di lucro.

Va quindi dichiarato il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti, trattandosi di controversia compresa nella giurisdizione dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria.

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