Cass. civ., Sez. II, 29 gennaio 2018, n. 2100 (est. Cortesi)

 

Massima:

 

La locazione finanziaria realizza non già un unico vincolo contrattuale di natura trilaterale, bensì due negozi tra loro funzionalmente collegati: da un lato, infatti, vi è il contratto di compravendita fra fornitore e concedente, e dall’altro il contratto locativo vero e proprio fra quest’ultimo e l’utilizzatore finale, nei cui confronti il fornitore non assume alcun impegno diretto, configurandosi così l’acquisto del bene non soltanto come un atto giuridico strumentale alla successiva concessione in godimento, ma anche come l’evento che logicamente deve precedere l’attribuzione all’utilizzatore della detenzione del bene stesso.

 

Ricognizione:

La Corte di Cassazione conferma la consolidata tesi, specificata in massima, in virtù della quale la locazione finanziaria costituisce il frutto di due negozi tra loro collegati.

In tale ottica, la consegna del bene costituisce, al contempo, l’adempimento dell’obbligazione del fornitore nei confronti dell’acquirente del bene venduto e l’esecuzione, da parte dello stesso fornitore, di un incarico di mandato commessogli dal concedente nei confronti dell’utilizzatore, che del primo è creditore in forza del contratto di locazione finanziaria.

Ciò posto, la Corte si interroga circa l’applicabilità al caso di specie della regola di acquisto di cui all’art. 1153, comma 1, c.c. (“possesso vale titolo”). Tale regola richiede la consegna reale del bene da parte dell’alienante non proprietario; deve inoltre sussistere un titolo idoneo al trasferimento della proprietà e l’acquirente deve essere in buona fede.

Tuttavia, quanto alla consegna, non è necessario anche un contatto fisico e diretto dell’acquirente con il bene, rilevando unicamente che l’acquirente, ad esclusione di altri, sia posto in grado di esercitare sul bene stesso i poteri di controllo e vigilanza che costituiscono il contenuto proprio del possesso uti dominus trasmessogli dal dante causa a titolo particolare.

Facendo applicazione di tale regola al rapporto di locazione finanziaria, è dunque ben possibile, ai fini dell’applicazione della regola ‘possesso vale titolo’, che la consegna sia effettuata all’utilizzatore nella ridetta veste di adiectus solutionis causa del concedente, dovendosi poi valutare se quest’ultimo abbia potuto esercitare i poteri di controllo e vigilanza caratteristici della potestà dominicale. E lo stato di buona fede deve essere valutato con riferimento al concedente.

 

 

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