Cass. Pen., Sez. VI, 01 settembre 2017, n. 39864 (est. Scalia)

 

Massima:

L’autorità giudiziaria italiana, ricevuto un mandato d’arresto europeo, deve limitarsi a verificare che il contenuto intrinseco dello stesso o gli elementi raccolti mostrino un compendio indiziario completo dal quale risulti fondatamente evocato un fatto-reato a carico della persona di cui si chiede la consegna.

Ricognizione:

Con la sentenza in epigrafe la Corte di Cassazione affronta il tema della riconoscibilità dei presupposti dei gravi indizi di colpevolezza a fondamento di una richiesta di mandato di arresto europeo.

Sul punto la Nomofilachia specifica che l’autorità giudiziaria italiana deve limitarsi a verificare che il mandato sia, per il suo contenuto intrinseco o per gli elementi raccolti in sede investigativa, fondato su un compendio indiziario che l’autorità giudiziaria emittente ha apprezzato seriamente evocativo di un fatto-reato commesso dalla persona di cui si chiede la consegna, giacché il presupposto della motivazione del mandato di arresto cui è subordinato l’accoglimento della domanda di consegna, non può essere strettamente parametrato alla nozione ricavabile dalla tradizione giuridica italiana.

In altri termini, secondo la Suprema Corte, il giudice italiano è tenuta solo a verificare che l’autorità giudiziaria di emissione dia ragione del mandato di arresto, il che può realizzarsi anche attraverso la puntuale allegazione delle evidenze fattuali a carico della persona di cui si chiede la consegna, integrandosi in ciò il “controllo sufficiente” demandato all’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione dal Considerando n. 8 della decisione-quadro del Consiglio 2002/584/GAI, del 13 giugno 2012,  relativo al mandato d’arresto europeo ed alle procedure di consegna tra Stati membri.

Non è necessario quindi che il mandato di arresto contenga una elaborazione dei dati fattuali che pervenga alla conclusione della gravità indiziaria, ma è necessario e sufficiente che le fonti di prova relative all’attività criminosa ed al coinvolgimento della persona richiesta – emergenti dal contenuto intrinseco del mandato o, comunque, dall’attività supplementare inviata dall’autorità emittente – siano astrattamente idonee a fondare la gravità indiziaria sia pure con la sola indicazione delle evidenze fattuali a suo carico, mentre la valutazione in concreto delle stesse è riservata all’autorità giudiziaria del paese emittente.

Riferimenti normativi: artt. 1, comma 3 e 18 comma 1, lett. t), L. 69/2005; Considerando n. 8, decisione-quadro del Consiglio 2002/584/GAI

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