Cass. pen., Sez. IV, 14 giugno 2017, n. 29721 (est. Bellini)

 

Massima:

 

La disciplina sull’omicidio stradale non si presenta quale disposizione più favorevole per il reo rispetto alla previsione di cui all’art. 589, comma 2, c.p. vigente prima dell’introduzione della nuova disposizione sull’omicidio stradale.

 

Ricognizione:

La Corte di Cassazione analizza il rapporto intercorrente tra la nuova disciplina dell’omicidio stradale (art. 589bis c.p.), entrata in vigore in data 25 marzo 2016 per effetto della L. n. 41/2015, e la previgente disposizione di cui all’art. 589, comma 2, c.p.

Al riguardo osserva che, se è vero che la disciplina sanzionatoria delle due disposizioni penali, nell’ipotesi base, è la medesima e pertanto esiste piena continuità normativa e sanzionatoria sotto questo profilo, del tutto distinto è il regime giuridico delle due fattispecie succedutesi, atteso che la disposizione di cui all’art. 589, comma 2, c.p. costituisca, unitamente a quello dell’omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni, ipotesi aggravata ad effetti speciali del reato di omicidio colposo, mentre la nuova previsione dell’omicidio stradale, nella fattispecie base di cui all’art. 589bis, comma 1, c.p. integra un’ipotesi autonoma di reato.

In tal senso depone infatti la introduzione di un nuovo titolo di reato e di una previsione normativa distinta da quella che contempla l’omicidio colposo (art. 589 c.p.); ed altresì la circostanza che la nuova figura di reato presenti, come pena base, un trattamento sanzionatorio del tutto corrispondente a quello originariamente previsto per l’omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale, così da delimitare  la piattaforma sanzionatoria per una fattispecie interamente dedicata a tutelare il bene giuridico della vita dagli attentati realizzati nell’ambito della circolazione stradale.

In tale senso depone infine la circostanza che sia per il delitto di cui all’art. 589 bis c.p. sia per quello di cui all’art. 590 bis c.p. sono previste una serie di ipotesi aggravate.

E trattasi di ipotesi autonoma di reato per la quale è previsto un trattamento sanzionatorio peggiorativo rispetto al passato. Invero, anche riconoscendo la ipotesi attenuata di cui all’art. 589 bis c.p., comma 7, oltre che le circostanze attenuanti generiche, l’imputato non potrebbe fruire di un trattamento sanzionatorio più favorevole rispetto a quello applicato, laddove, nell’ambito della disciplina previgente, essendo state allo stesso riconosciute le circostanze attenuanti generiche con giudizio di equivalenza rispetto alla circostanza aggravante di cui all’art. 589 c.p., comma 2, gli fosse applicata la pena minima riservata alla ipotesi non aggravata di omicidio colposo (mesi sei di reclusione).

Riferimenti normativi: artt. 2, 589, 589bis 590bis c.p.

CategoryPenale

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