Cons. St., Sez. V, 11 luglio 2017, n. 3415 (est. Perotti)

 

Massima:

 

E’ legittima l’esclusione dalla gara per l’affidamento di servizi assicurativi, disposta ai sensi dell’art. 42, comma 2, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, per conflitto di interesse nascente dai particolari rapporti (societari e personali) tra l’operatore economico  (in particolare l’agente generale di una Compagnia di assicurazione territorialmente competente per l’esecuzione del servizio oggetto della gara) ed una terza società incaricata di redigere i capitolati di gara.

 

Ricognizione:

Secondo giurisprudenza consolidata, le situazioni di conflitto di interessi, nell’ambito dell’ordinamento pubblicistico non sono tassative, ma possono essere rinvenute volta per volta, in relazione alla violazione dei principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 Cost., quando esistano contrasti ed incompatibilità, anche solo potenziali, fra il soggetto e le funzioni che gli vengono attribuite (Cons. St., n. 5444/2006). E ciò in quanto ogni Amministrazione deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione, al principio generale di imparzialità e di trasparenza ex art. 97 Cost., indipendentemente dal fatto che la situazione incompatibile abbia in concreto creato o meno un risultato illegittimo.

Tale principio generale trova recepimento nell’art. 42, comma 2 del D.Lgs. n. 50/2016, che costituisce attuazione dell’art. 24 della direttiva 2014/24/UE. Infatti, le ipotesi ivi previste (in termini generali ed astratti) si riferiscono a situazioni in grado di compromettere, anche solo potenzialmente, l’imparzialità richiesta nell’esercizio del potere decisionale legato ad una funzione pubblica. Ipotesi che si verificano quando il dipendente pubblico (ad es. il Rup ed i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali ed il provvedimento finale) è portatore di interessi della propria o dell’altrui sfera privata, che potrebbero influenzare negativamente l’esercizio imparziale ed obiettivo delle sue funzioni.

Del resto, la nozione di conflitto di interesse disegnata dal summenzionato art. 24 della direttiva 2014/24/UE, lungi dal riferirsi ad ipotesi specificamente predeterminate, prevede solamente un livello minimo ed essenziale di tutela, lasciando agli Stati membri la possibilità di predisporre forme più anticipate ed estese di protezione; sicché, deve reputarsi configurato il conflitto di interesse ogni qual volta il soggetto interveniente abbia la possibilità di influenzare in qualche modo il risultato della procedura pubblicistica o risulti portatore, direttamente o indirettamente, di un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che possa essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità.

Riferimenti normativi: art. 97 Cost.; art. 24 direttiva 2014/24/UE; art. 42, comma 2, D.Lgs. n. 50/2016.

CategoryAmministrativo

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